La storia, ambientata a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, si sviluppa attraverso i meravigliosi scenari delle Prealpi, della pianura lombarda e del suo capoluogo circondato dai navigli di cui si è quasi persa la memoria. Giuseppe Ottoni, detto Pinin, nasce nel 1870 in una piccola località della provincia milanese, nel periodo in cui la rivoluzione industriale si sovrappone alla tradizione rurale della campagna lombarda.
L’interesse per le vicende politiche del territorio in cui vive e la prima esperienza sentimentale con Irina, scateneranno il conflitto tra il giovane Ottoni e Gerd, il sovrintendente della filanda presso la quale lavora, che ha deciso di prendere in moglie la ragazza. La posizione sociale del sovrintendente ha il sopravvento sui sentimenti dei due giovani e Pinin, dopo avere aggredito il potente rivale, è costretto a lasciare il suo paese per sfuggire alla sua vendetta. Irina, ormai rassegnata al matrimonio con Gerd, scopre di portare in grembo il figlio di Pinin che scomparirà in circostanze misteriose a poche ore dalla nascita. Il periodo del ventennio fascista vede Luigi, unico figlio maschio di Pinin, sposare gli ideali del regime e trovarsi di volta in volta contrapposto allo spirito indipendente del padre. Alle soglie del duemila un diario trovato tra le cianfrusaglie di una cantina aiuterà Cecco, nipote di Pinin, a scoprire il mistero del bambino che suo nonno e Irina si sono portati nella tomba.